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El Greco - L'Espolio (1577-79, part.)Benché morto da secoli, El Greco continua ad essere uno tra gli artisti più vivi e più inquietanti del nostro tempo. Molte sono le mostre che gli sono state dedicate in tempi recenti, e gli storici dell'arte continuano a scrivere pagine su pagine sulla sua pittura, pagine che però quasi mai ci offrono un quadro esaustivo della sua persona. Chi era realmente quest'uomo, nato nel 1541 a Creta, l'isola degli enigmi, e morto a Toledo, città non meno misteriosa della Cnosso del Minotauro, nel 1614?
Tutti lo presentano come un essere immateriale, quasi un santo da paragonare a
Teresa d'Avila e a Giovanni della Croce. A leggere gli scritti dei numerosi panegiristi si direbbe che l'Arte del Greco scaturisce dalla fervida devozione che lo  portò a raffigurare continuamente la tremenda religiosità controriformista della Spagna di Filippo II, piuttosto che dal genio creativo che anticipò di tre secoli la moderna pittura europea.
Era un santo o un agnostico? Gli argomenti per affermare l'uno e l'altro si equivalgono. Certamente, nel suo inconscio c'era una profonda religiosità, poiché era nativo di Creta, l'isola che aveva dato i natali al padre degli dei,
Zeus, e dove, molto prima che venisse al mondo la Madonna, era fiorito il culto della Grande Madre. Ma quale religiosità? El Greco non era un semplice uomo "di fede", che crede e tace, ma un uomo di profonda cultura, che pensa e grida: un umanista, amico di umanisti. Possedeva lo spirito indagatore dei Greci e la mente critica dei viaggiatori i quali, avendo conosciuto paesi e culture diverse, sono in grado di confrontarle.
L'immagine del
Greco che ci è stata tramandata è sicuramente convenzionale e falsa, frutto di conformismo e di pigrizia. Qualcuno, nell'antichità, prese il vezzo di considerarlo "un mistico della pittura" solo perché dipingeva divinamente santi e madonne e i critici moderni sembrano ripetere spesso quest'errore. Nessuno pare domandarsi che cos'altro avrebbe potuto dipingere nel suo tempo e in una città come Toledo, dove il potere e il denaro erano quasi esclusivamente nelle mani degli ecclesiastici. El Greco viveva di ciò che guadagnava dipingendo, e nessuno lo avrebbe mai pagato perché dipingesse cortigiane. I suoi clienti erano le chiese e i conventi. Costretto dalle circostanze a dipingere santi, li dipingeva come sapeva: cioè prodigiosamente.
E' forse indispensabile essere santi per dipingere un santo? Non credo.
Sarebbe come pretendere che solo pittori morti siano in grado di dipingere efficacemente una natura morta. Cosa umanamente impossibile...
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W.M. Thackeray (1811-1863)...Aveva un gusto innato per qualunque genere di libro non previsto dai suoi corsi scolastici. Era solo quando gli affondavano a forza la testa nelle acque del sapere che egli si rifiutava di bere...

William Makepeace Thackeray da Pendennis

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Pubblicato il 17/5/2005 alle 2.26 nella rubrica leviores artes.

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