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Edward Hopper - New York Movie, 1939Abituàti ad inseguire l'armonia prodotta da una grande orchestra, da uno strumento o da una semplice voce (e mi fermo ai suoni senza parlare dei "rumori"), abbiamo forse finito per smarrire il significato del silenzio; pensiamo ad esso come ad un mezzo religioso, magari per ottenere quello che impetriamo con la preghiera, non come ad una delle dimensioni certe dell'universo.
Ricordo qui, con grande piacere, il tentativo dei
Pitagorici di spiegare il silenzio universale con la Musica delle Sfere: ogni corpo celeste nel proprio moto emette un suono che solo pochi mortali possono udire. Gli altri sono condannati a non sentirlo. E tra questi pochi mortali, stando a Nicomaco di Gerasa e a quanto scrive Porfirio nella sua Vita di Pitagorica, vi era proprio Pitagora.
Filone di Alessandria ci assicura che anche Mosè lo udì sul Sinai. Boezio vi crede nel modo più spirituale possibile: la musica delle stelle si sente con un atto dell'intelletto. Solo così è possibile percepire quei rapporti armonici che sembrano regolare ogni ordine cosmico.

Ma si può ascoltare il silenzio? Abbiamo "strumenti" fisici e spirituali atti a percepirlo?
Azzarderei di sì, e dato che esso sta al rumore come la Morte sta alla Vita, oserei dire che, attraverso di esso, potremmo accedere anche a "misteri" ben più complessi.
Dove ogni "onda" si ferma o si disperde, il silenzio può invece penetrare e agire.
Senza necessità di spazio o di tempo per manifestarsi.
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Roberto Benigni ne La voce della luna di Federico Fellini


- ...Eppure io credo che se ci fosse un più di silenzio, se tutti facessimo un po' di silenzio, forse qualcosa potremmo capire...

Ivo Salvini (Roberto Benigni) ne
La voce della luna di Federico Fellini




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Pubblicato il 23/4/2005 alle 3.35 nella rubrica perí tinos.

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