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Edward Steichen - Portrait of Miss Sawyer (1914)Ci sono degli scatti di Edward Steichen che sono capaci di staccarmi dalla realtà e coinvolgermi a tal punto da dovermi concentrare solo su di essi per un lasso di tempo che, quando mi distolgo, sembra interminabile.
Questo figlio di un minatore e di una sarta, emigrato negli Stati Uniti con tutta la famiglia non appena nato (dal lontano Lussemburgo), che fra continui lampi di genio arrivò a dirigere la sezione fotografica del
MOMA, è davvero un grande affabulatore di luci, di ombre e di colori.
Passeggiando con lui, ieri sera, mi sono imbattuta nelle parole che egli pronunciò quando, a capo della divisione navale fotografica della marina statunitense (durante il II conflitto mondiale), si dedicò all'addestramento di una squadra di giovani fotografi che avrebbero dovuto seguire le varie squadre navali in giro per i mari del mondo.

...Non fotografate la guerra, ma piuttosto il ragazzo, la fatica, il mal di cuore, gli occhi che sognano...

Quest'uomo romantico e volitivo, che si dice assomigliasse vagamente ad Abraham Lincoln, mi ha decisamente avvinta e sono lieta di aver trascorso in sua compagnia gran parte del giorno appena trascorso.
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Sandro Penna (1906-1977)Sandro Penna ci ha lasciato i celebri versi:

Fuggono i giorni lieti
lieti di bella età.
Non fuggono i divieti
alla felicita.

E lui questo lo sapeva bene, perché la Poesia rappresenta spesso per l'autore (ma anche per chi la condivide leggendola) il mondo della felicità idealizzata (considerando che questo mondo non è affatto irraggiungibile a priori). Ma un concetto non irrilevante è anche quello dell'intuizione della gioia, che promana dall'auspicata mancanza di "divieti", dalla nostra perfetta aderenza (armonia) con il mondo circostante, di qualunque cosa o essere esso sia composto.
Una specie di paradiso terrestre in cui il passato è continuamente cancellato per fare posto solo all'attimo presente, ed in questo, almeno idealmente, Penna raccoglie decisamente il testimone di un suo
antico maestro.

>>>qui è consultabile l'opera (quasi) omnia di Sandro Penna
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Massimo Troisi e Philippe Noiret ne Il postino di Michael Radford



- ...La poesia non è di chi la scrive
ma di chi se ne serve...


Mario Ruoppolo (Massimo Troisi) a Pablo Neruda (Philippe Noiret)
ne
Il postino di Michael Radford




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Pubblicato il 16/4/2005 alle 3.27 nella rubrica conferre parva magnis.

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