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George Gordon Byron (1788-1824)Nel 1813 il giovane Lord Byron si rammaricava di non aver cominciato a tener regolarmente un diario almeno dieci anni prima (vale a dire a quindici anni). Il suo personalissimo, breve Diario, molto legato alla quotidianità, scritto di getto in una sequenza di fotogrammi, si arresta brevemente il 17 febbraio 1824, a soli due mesi dalla morte.
Byron ha 36 anni, si trova a Missolungi, in Grecia; nelle ultime sorprendenti parole c'è tutto tranne il presagio e il sapore di una fine e del silenzio che, invece, si manifesteranno a breve:

...un brigantino da guerra turco si è appena arenato sulla costa e andrà preso d'assalto non appena avremo a disposizione qualche cannone da puntargli contro. Sentirò cosa ne pensa Perry - eccolo che arriva...
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Verso il giorno......
Come ingannar questi nojosi e lenti
giorni di vita in cui sì lungo tedio
e fastidio insoffribile accompagna
or io t'insegnerò...

Pochi versi di
Giuseppe Parini "risorti" all'improvviso in mente, mentre pensavo a tutt'altro, mi hanno portata a rileggere d'un fiato Il Giorno e ad estrarre dal poemetto ("leggero e profondo" come ebbe a definirlo, con un'efficace endiadi, Carducci) "cose nuove e cose antiche". Erano anni che non lo leggevo ed ieri sera me ne sono chiesta più volte il perché. Eppure in esso vi ho trovato molti "precetti" che, pur se didascalici ed ammantati di una bonaria vena di satira, hanno inclusa una semplice e valida ragione di esistere.
Lottare contro la noia è una condizione umana costante; io, com'ebbi a scrivere nella "prima edizione" di alètheia, spesso per non annoiarmi non faccio assolutamente niente.
Sbagliando. Perché leggere Parini, per esempio, è stato molto più efficace: mi sono divertita ed ho ingannato la noia con profitto.
E questo lei lo sa, e me la farà pagare...

>>>qui il testo integrale del poemetto Il Giorno di Giuseppe Parini (in pdf)
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Audrey Hepburn e George Peppard in Colazione da Tiffany di Blake Edwards- ...Io vado pazza per Tiffany: specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie.
- Vuol dire quando è triste?
- No... Uno è triste perché si accorge che sta ingrassando, o perché piove. Ma è diverso.
No, le paturnie sono orribili: è come un'improvvisa paura di non si sa che.
Non le è mai capitato?...


Holly Golightly (Audrey Hepburn) a Paul 'Fred' Varjak (George Peppard) in
Colazione da Tiffany di Blake Edwards
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Ultima recensione in Biblioteca: Il posto dell'uomo nella natura

Pubblicato il 15/4/2005 alle 3.37 nella rubrica ...we, the memories....

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