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Jean Cocteau - Autroritratto davanti alla Torre EiffelQuando Jean Cocteau fu ricoverato per una cura disintossicante in una clinica di Saint-Cloud, dal 16 dicembre del 1928 all'aprile del 1929, decise di tenere un "diario ospedaliero" (pubblicato in seguito con il titolo abbastanza eloquente di Opium) che scrisse e disegnò riportando in esso allucinazioni, propositi, ricordi, sogni, stravaganze, incontri con personaggi diventati famosi. Vi sono citati alla rinfusa Picasso e Stravinskij, Buñuel ed Eisenstein. Ma i passi che mi hanno senza dubbio più appassionato sono quelli riguardanti Marcel Proust. Cocteau non riesce a collocare nella memoria il suo primo impatto con l'autore della Recherche. Lo ricorda nel 1912, senza la barba, sui divanetti rossi di Laruc, "preso di mira da Jammes come da un tafano". Lo rivede morto, "in quella camera di sughero, di polvere, di fiale". E torna a riferire l'aneddoto della mancia al portiere del Ritz, quando una sera lo scrittore chiese al portiere se poteva prestargli cinquanta franchi. "Subito signor Proust". E lui di rimando. "Potete tenerli. Erano per voi". Però rispetto alla "vulgata" Cocteau aggiunge: "...inutile aggiungere che, il giorno dopo, il portiere riceveva la somma triplicata".
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...Belle Lettere e buone letture...Il sano culto delle Belle Lettere, ed un'ora di sole pomeridiano che mi ha permesso di passeggiare un po', mi hanno portato, per uno dei misteriosi voli pindarici che ogni tanto la mia mente vuol fare, a ripensare al
Sartre che si racconta bambino, ne Le parole, arrampicato e affabulato nella biblioteca del nonno; oppure ad Elias Canetti che, nell'autobiografia La lingua salvata, racconta le inesauste letture della fanciullezza, diurne e notturne, quando sotto le coperte, grazie alla luce di una minuscola lampadina tascabile, riviveva i romanzi di Dickens; o, infine, a Cesare Pavese, che fa pronunciare al Nuto de La luna e i falò, solida ed integra figura di comunista, l'accento del più trepido dei consigli:

...Sono dei libri - disse lui - leggici dentro fin che puoi. Sarai sempre un tapino se non leggi nei libri...

In tutti e tre questi scrittori, ed in ciò di cui parlano, mi riconosco: bambina, adolescente, donna.
In loro, miei cari maestri, rivivo la mia vita, riscopro ciò che sono stata e ciò che sono, torno a parlare con i miei cari che non sono più, e non c'è parola umana, evento o condizione che possa distrarmi da questo "ritorno".

Rientro a casa sempre sorridente dopo aver passeggiato in compagnia di certi amici...
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Robin Williams ed Amanda Plummer sul set de La leggenda del Re Pescatore di Terru Gilliam
-...Quello che pubblichiamo, più che altro, è spazzatura sentimentale di basso livello...
- Non dica così. Non c'è spazzatura nel sentimento. Il sentimento è passione...
E' immaginazione, bellezza. E poi, a volte, si trovano cose bellissime nella spazzatura...


Lydia (Amanda Plummer) e Henry Sagan 'Parry' (Robin Williams) ne
La leggenda del Re Pescatore di Terry Gilliam
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Ultima recensione in Biblioteca: Elogio dell'imprecisione
Pubblicato il 13/4/2005 alle 3.22 nella rubrica ...we, the memories....

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