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Wilhelm Hammershoi - Interno con ragazza al pianoforte (1901, part.)C'è un mondo senza spazio, senza colori, senza cielo, senza aromi, senza suoni, senza vento, senza moto, senza onde, senza odori, senza fiori ed è lo spazio dell'interiorità: paesaggio sterminato e spesso desertico, a volte impassibile, altre mutevole. Là si avvicendano le forme del pensiero, i desideri, i sogni, le certezze, i timori. Là ogni persona è sola e là, se lo vuole, compie (od omette di compiere) gli atti fondamentali della sua vita, quelli che sono il motore stesso della sua coscienza. In quello spazio che nessuno può materialmente definire, perché è invisibile e immateriale, che non è realmente né nel cervello né nel cuore (e non nel sangue che scorre o nelle parole che vanno), che non è nei gesti o nello sguardo, là alberga la consapevolezza ed è sempre là che pronunciamo (o rifiutiamo di pronunciare) due parole, alte e solenni, che danno significato ad ogni singola esistenza: "Io sono".

Al modo delle foglie che nel tempo
fiorito di primavera nascono e ai raggi del sole rapide crescono,
noi simili a quelle per un attimo
abbiamo diletto del fiore dell'età
ignorando il bene e il male per dono dei Celesti.
Ma le nere dee ci stanno sempre a fianco,
l'una con il segno della grave vecchiaia
e l'altra della morte. Fulmineo
precipita il frutto di giovinezza,
come la luce d'un giorno sulla terra,
e quando il suo tempo è dileguato
è meglio la morte che la vita.

Mimnermo
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Humphrey Bogart e Paul Henreid in Casablanca di Michael Curtiz (1942)- ...Ma vi siete mai chiesto se ne vale proprio la pena, se il gioco vale la candela?
- Sarebbe come chiedere perché respiriamo. Se non respiriamo moriamo, se noi cessassimo di combattere il mondo perirebbe.
- E che importa? Così finirebbero le sue miserie.
- Sapete a chi somigliate? A un uomo che cerca di convincere se stesso di qualcosa a cui egli non crede. Ognuno ha il suo destino, buono o cattivo che sia.
- Sì, capisco bene.
- Non si direbbe. Si direbbe invece che cerchiate di sfuggire a voi stesso: non ci riuscirete mai...


Rick Blaine (Humprey Bogart) e Victor Laszlo (Paul Henreid) in
Casablanca di Michael Curtiz
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Pubblicato il 13/3/2005 alle 2.21 nella rubrica perí tinos.

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