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La basilica di San Vitale a RavennaIn San Vitale, a Ravenna, mentre anni fa guardavo i mosaici di Giustiniano e Teodora, pensavo rapita che i loro cortei sembravano andare e venire eternamente in quella chiesa, ma in silenzio. Era lo stesso silenzio che, come una preghiera, sembrava avvolgere il Mausoleo di Galla Placidia. E, tra le tante parole che emersero dalla pace di quell'occasione, furono quelle di Salviano e di Sidonio Apollinare a colpirmi più di altre.
Poi ancora il rumore delle armi dell'esercito di
Odoacre, re degli Eruli, che si impadronì della città.
E di colpo mi sovvenni a riflettere sul fatto se, a Ravenna e nel mondo, si fossero resi conto, allora, che tutto si era capovolto. Che un nuovo evo era nato, seppellendo per sempre un effimero sogno di gloria che nessuna "restaurazione", per quanto suggestiva, avrebbe mai più potuto riesumare.
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Orson Welles (1915-1985)Far cinema significa essere continuamente in ritardo sulla vita: un film richiede troppo tempo per essere girato, e dunque finisce inevitabilmente per essere fuori moda. In questo modo,
Orson Welles, ha sempre giustificato i lunghi e tormentati percorsi dei suoi film, il suo rapporto ambivalente con l'arte che lo ha reso celebre e che lo ha fatto anche soffrire.
Espresso da lui, che con la sua arte sembra giocare in anticipo sul tempo, il concetto è quantomeno curioso.
Ma fa riflettere, e questo è ciò che conta.

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Alberto Bevilacqua"...come un'acqua chiara che brilli nel sole..."
E' metafora delle possibilità estreme con cui la luce ci trasforma in altre forme di vita attraverso quell'universo subatomico che scende all'infinitesimo: smisurato e ricco di energia non meno dell'universo delle proporzioni immense.
Ascolto i compagni di Miriam intrattenersi sulle loro teorie:
...le particelle che hanno una velocità di trilioni di volte superiore a quella della luce (che è il valore più basso) fanno crollare il nostro concetto di tempo e si comportano all'opposto delle particelle elementari, fino a rovesciare il rapporto di causa ed effetto, del prima e del dopo.
E' pura assurdità congetturare un
prima e un dopo
, il cui rapporto è frutto della suggestione dell'uomo; essi esistono soltanto perché l'uno ci illudiamo di conoscerlo, l'altro ci illudiamo che ci sia ignoto.
Qui va cercata la soluzione, per l'enigma della vita e della morte...

Alberto Bevilacqua - I sensi incantati
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Pubblicato il 6/3/2005 alle 14.45 nella rubrica conferre parva magnis.

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