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Testa in bronzo raffigurante il re Sargon II (VII sec. a.C.)I Sumeri, come gli Assiro-Babilonesi, pensavano che il mondo fosse governato da leggi universali poste e applicate da dèi che, a differenza di quelli di altre civiltà, non erano affatto capricciosi, ma profondamente razionali.
Gli dèi dei Sumeri conoscevano infatti non solo il passato e il presente, ma anche l'avvenire, e a loro insindacabile giudizio potevano rivelarlo agli uomini. Se e quando volevano. Da qui il fiorire di trattati che oggi chiameremmo "libri dei sogni", ma che allora erano concepiti come veri e propri manuali operativi.
In
Mesopotamia comincia non solo la Storia in genere, ma anche la nostra storia perché è da lì che si irradiano concezioni, conoscenze e costumanze che giungono fino a noi, veicolate attraverso due grandi direttrici parallele: quella semitica (in special modo punica ed ebraica) e quella greca.
Essa insomma "è al nostro servizio per fornirci, se vogliamo consultarle, le più antiche carte di famiglia per recuperare il nostro passato, riscoprire la nostra genesi e condurci alla fonte prima di questo lungo fiume che ci porta sempre con sé" (Jean Bottéro,
Dai Sumeri ai Babilonesi. I popoli della Mesopotamia)
In questo senso la civiltà mesopotamica ha un interesse ancora più diretto dell'altra che l'affianca nel tempo, quella egiziana: perché l'
Egitto ci presenta un mondo tanto affascinante quanto in sé conchiuso, che vive ben protetto dal deserto nella sua "civiltà d'oasi". Non così la Mesopotamia, da cui periodicamente ci vengono rivelazioni sulle più antiche forme di cultura, di arte, di pensiero che credevamo nostre.
Valga per questo un esempio concreto ed illuminante: sono state scoperte le favole dei Sumeri, che fra l'altro fanno parlare a fine moralistico gli animali. Un precedente davvero inatteso di
Esopo, Fedro, La Fontaine e Trilussa e che lega (idealmente, vista la distanza di spazio e di tempo) questo mondo ad un altro parimenti affascinante, di cui ho parlato >>>qui.
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Da consultare (bibliografia assolutamente sommaria):
AA.VV. L'alba della civiltà (a cura di Sabatino Moscati) - 3 voll. UTET
Sabatino Moscati - Antichi imperi d'Oriente - Newton & Compton
Barthel Hrouda - La Mesopotamia - Il Mulino
Samuel N. Kramer/Jean Bottéro - Uomini e dèi della Mesopotamia - Einaudi
Mario Liverani - Antico Oriente - Storia, società, economia - Laterza

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Sibilla Aleramo (1876-1960)...Or dunque: la donna nasce con tesori profondi di sentimento, d'intelletto, di volontà, che al contatto fisico con l'uomo possono, o venire sommersi e negati, o svilupparsi e fiorire gloriosamente, o anche non provocare reazione alcuna, non ingrandire né impicciolire.
Credo che la donna più "vera" sia quella che nell'amore più prende: che dal sangue che il maschio le dona, copia maggiore estrae di entità spirituale, non solo per i figli ma per se stessa, per la colorazione e la vibrazione dei propri pensieri... Quella che accoglie con ardore il principio virile e lo elabora, e gli dà trasparenza tutta femminea...
Qualcosa di regale m'appare in questo destino di bella anfora cosciente:
Amo, dunque sono
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Sibilla Aleramo - Amo, dunque sono
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Ultima recensione in Biblioteca: Da un'altra carne

Pubblicato il 20/2/2005 alle 2.45 nella rubrica archâios historía.

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