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Giacomo Leopardi (1798-1837)Alla pagina 529 dell'autografo dello Zibaldone Leopardi scrive, il 20 gennaio 1821: "...neanche i fanciulli provano mai soddisfazione nell'atto del piacere, non potendo l'uomo essere soddisfatto se non da un piacere infinito...". Ma poi, curiosamente, corregge la parola uomo con nessun vivente, forse fin da allora inclinando a credere che il dolore non sia una prerogativa imposta solo al genere umano, reso infelice dalla sua prevaricante ragione (e, a pensarci bene, il dubbio rimarrà tale, almeno fino alla fine del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia -  che è del 1829-30: "...Forse in qual forma, in quale / Stato che sia, covile o cuna, / E' funesto a chi nasce il dì natale".)

>>>qui l'autografo del Canto notturno di un pastore "vagante" dell'Asia
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Maurizio PolliniRiascoltando i quattro 
Scherzi (nelle interpretazioni pianistiche di Maurizio Pollini) mi rendo conto di quanto essi siano tra i brani più visionari che Chopin abbia mai composto, densi come sono di una sconvolgente originalità e di una maestosa ricchezza poetica. E davvero "visionaria" è l'intensità con cui il maestro italiano li interpreta, portando ad estremi di febbrile ed incisiva violenza (incandescente, ma mai esteriore) i contrasti laceranti dei primi tre Scherzi (ciascuno caratterizzato da intuizioni armonico/timbriche e soluzioni formali diverse) o esaltando l'aerea magia, la ricchezza di sfaccettature del quarto.
Un ascolto dal quale non si può davvero uscire "indenni".
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Patrick McGrath...Io non sono una persona socievole, e appena c'è un po' di gente tendo a rimanere in disparte. Lascio che siano gli altri a venire da me, è un privilegio dell'anzianità. Anche dagli Straffen mi ero messo vicino alla finestra del salotto, e bisbigliavo mezze frasi alle mogli dei colleghi che, via via, passavano a salutarmi. E guardavo Stella, cui Jack stava raccontando qualcosa che era accaduto a un ballo di vent'anni prima. A Jack Stella piaceva per le stesse ragioni per cui piaceva a me: per il suo spirito, il suo distacco e la sua sensazionale bellezza. So che era considerata splendida. Tutti dicevano meraviglie dei suoi occhi; aveva la carnagione pallida, quasi diafana, e folti capelli biondi, quasi bianchi, che teneva piuttosto corti e pettinati all'indietro. Era decisamente florida, con un bel seno, più alta della media, e il giro di perle che portava quella sera dava risalto al candore del collo, delle spalle e del petto. Allora la consideravo un'amica, e mi interrogavo spesso sulla sua vita inconscia. Mi domandavo se dietro quella sua maschera algida nascondesse serenità e ordine, o se, molto più semplicemente, riuscisse a dominare le proprie nevrosi meglio di altre donne. Pensavo che chi non la conosceva avrebbe potuto scambiare il suo autocontrollo per freddezza, o addirittura per indifferenza, e in effetti era proprio per questa ragione che, al suo arrivo in ospedale, Stella aveva incontrato resistenze e ostilità...


Patrick McGrath - Follia
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Da visitare e leggere: I blog e gli articoli segnalati oggi
Ultima recensione in Biblioteca: L'intelligenza delle emozioni
Pubblicato il 19/2/2005 alle 3.1 nella rubrica leopardiana.

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