Blog: http://aletheia.ilcannocchiale.it

Frontespizio dei Principia nell'edizione del 1687I Philosophia naturalis principia mathematica videro la luce verso la metà del 1687. Una seconda edizione dell'opera dovette attendere il 1713. Ma tra le due date l'influenza del pensiero di Newton fu rilevante. Quell'analisi del sapere scientifico (se così è lecito chiamare i Principia) che inizia con le celebri parole: "La quantità di materia è la misura della medesima ricavata dal prodotto della sua densità per il volume", avrebbe bisogno di nuove riflessioni per essere ulteriormente capita e pesata. Fu un'opera che procedette come un tranquillo trattato di geometria euclidea, con definizioni, scolii, lemmi, leggi, corollari. La struttura è simile a quella dell'Etica di Spinoza, una forma considerata una sorta di modello per il Seicento; che fu poi il secolo capace di mettere in discussione più di ogni altro del passato la conoscenza del sapere scientifico.
Fa sorridere oggi l'idea che Newton non credesse ancora completamente alla capacità dimostrativa del
metodo delle flussioni (che era poi il suo potente metodo) convinto che gli altri non lo considerassero qualcosa di "scientifico". Tuttavia le sue scoperte rilevanti passarono da qui. O meglio: vi passò tutto il tentativo di capire la realtà matematica di questo scienziato che fu un immenso "studente della natura" e che, dalla natura, fu ben remunerato. Non solo con una semplice mela, per nostra fortuna.
________________________________________________________________

Andrew Wyeth sulla copertina di TimeIl pittore statunitense Andrew Wyeth, che ha dedicato la sua esistenza allo studio dei paesaggi e delle tipologie umane del New England (si pensi solo alle saghe delle famiglie Olson e Kuerner), con un particolare interesse per il microcosmo delle fattorie (i cosiddetti "cottage neri" di catrame) immerse in una natura ostile, ha confidato tempo fa al critico Hoving che, in quel contesto duro e inospitale, "un essere umano inserito in un ambiente non è altro che la sommatoria di tutti i dettagli di quell'ambiente".
Mi sono chiesta quanto queste parole calzino a pennello per gli abitanti delle impersonali città moderne (di una delle quali ho fatto parte anch'io fino a tre anni fa). La mia risposta spontanea è stata: perfettamente.
Poi mi sono sorti alcuni dubbi sui quali sto ancora riflettendo...

________________________________________________________________

Simone de Beauvoir (1908-1986)...Che grande fortuna, a vent'anni, ricevere il mondo dalla mano dell'uomo che si ama! Che grande fortuna occupare, in questo mondo, esattamente il proprio posto! Robert è riuscito anche in quest'impresa talmente difficile: proteggermi dall'isolamento senza privarmi della solitudine...

Simone de Beauvoir - I mandarini

________________________________________________________________
Da visitare e leggere: I blog e gli articoli segnalati oggi
Ultima recensione in Biblioteca: Alceste di Samuele e atti unici
Pubblicato il 7/2/2005 alle 2.18 nella rubrica non opinari sed scire.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web