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J. Reese - PainHo riletto le Lettere sulla psicoanalisi un testo alquanto inconsueto di Umberto Saba, un grande poeta interessato ai processi psichici, che, proprio evitando le definizioni, è capace di dare all'inconscio il più ampio valore. A distanza di alcuni mesi dalla prima lettura, mi sono resa conto che lo scrittore di versi risulta sicuramente più acuto e a volte persino più "competente" dello psicoanalista con il quale intrattiene un epistolario.
Già che ci sono vorrei segnalare anche un altro buon libro (letto un po' di tempo fa) al quale il mio pensiero è immediatamente andato dopo aver terminato l'opera di Saba. Si tratta de
Il mondo della persona di Davide Lopez, un volume di aforismi penetranti scritti da uno psicoanalista che mostra come la migliore saggezza si conquisti attraverso l'osservazione della concretezza.
I due testi appena citati mi impongono una riflessione e cioè che i libri che meglio rappresentano la psicoanalisi sono, forse, quelli che privilegiano forma e pensiero: penso ai libri di scrittura letteraria e a quelli di meditazione e di filosofia. Sono cioè quei testi che mantengono intatto lo spessore dell'esistenza, con tutta la sua contraddittoria molteplicità. Accade sovente, invece, che i saggi psicoanalitici siano nutriti di una dose eccessiva di compiacimento, appiattiti su certe abilità intellettuali che finiscono per apparire, al timoroso lettore non specialista, come vuote esibizioni di sapere. Forse oso troppo ma mi permetto di pensare che per alcuni psicoanalisti sarebbe forse il caso di privilegiare letture poetiche, oppure opere di specialisti che "umanizzino" letterariamente i casi analizzati.
Penso, per esempio, al lavoro complessivo di
Giuliano Gramigna, oppure ai meravigliosi libri prodotti da quel grande teorico dell'esperienza vissuta che è stato Sandor Ferenczi, senza dimenticare, infine, un testo grazie al quale ho compreso fino in fondo il senso vero di quel mistero insondabile che è l'esperienza schizofrenica. Mi riferisco a Come se finisse il mondo di Eugenio Borgna, un libro che, soprattutto nei capitoli dedicati alla drammatica vicenda di Margherita, ha reso possibile un parallelo, plausibile e documentato, tra esperienza psicotica ed esperienza poetica.
E così il circolo, aperto con un poeta, si chiude con il dolore di un'altra poesia.
Una poesia che sgorga da una sofferenza diversa rispetto a quella di Saba ma che, comunque, riesce a toccare le corde del cuore e a farle risuonare ben oltre la chiusura delle pagine che l'hanno ricordata.

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Pubblicato il 25/12/2004 alle 2.20 nella rubrica non opinari sed scire.

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