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Guercino - Il suicidio di Catone Uticense - Genova, Museo di Palazzo RossoLe fonti ci tramandano che Catone Uticense passò le ore che precedettero il suicidio a leggere brani del Fedone.
Non cercava certo coraggio o conforto nella filosofia, egli aveva infatti già dimostrato di averne da vendere quando, per più volte, aveva sfidato a viso aperto sia
Cesare che Pompeo.
Non erano nemmeno le dottrine sull'immortalità dell'anima, tanto lontane dal suo pragmatismo ateo di romano, ad interessarlo.
Il Fedone forse servì all'Uticense unicamente per "certificare" la sua "giusta" morte e il sereno distacco con il quale egli se la impose.
Un distacco che non venne meno neanche quando decise di strappare le bende che gli amici, prontamente accorsi, avevano stretto attorno alla ferita del suo gladio.
Dante comprenderà bene il gesto (e la citazione) ed in lui (che pure è un pagano ed un suicida) vedrà il prototipo del giudice giusto e imparziale, tanto da affidargli il ruolo di guardiano del Purgatorio.
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Da consultare:
Plutarco, Vite parallele - Focione e Catone Uticense
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Novità in
Biblioteca: I problemi del millennio
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Segnalo:
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Pubblicato il 27/11/2004 alle 14.12 nella rubrica archâios historía.

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