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Il blog di Clelia Mazzini


Diario


30 novembre 2004


Il progetto Blue Gene dovrebbe divenire attivo entro la prima metà del prossimo annoUn "mostro" con una potenza di calcolo pari a un milione di computer e dal costo stimato di un miliardo di dollari. Si tratta di Blue Gene il discendente naturale di Deep Blue il supercomputer IBM che nel 1997 batté il campione di scacchi Garry Kasparov in un'entusiasmante sfida lunga 6 partite.
Ma Blue Gene dovrà combattere ben altra sfida, esso infatti sarà impiegato per analizzare minuziosamente lo sviluppo di una
proteina. Al confronto lo scontro fra due buchi neri o il comportamento dei quark sono una bazzecola.
Attraverso l'analisi delle partite possibili Deep Blue arrivò a calcolare mosse in numero di 10 seguìto da 120 zeri, però Blue Gene dovrà fare ancora meglio perché non c'è oggi attività speculativa che richieda tante operazioni di calcolo di quante ne vengano richieste dalla
proteomica.
Gli algoritmi di calcolo fra scacchi e proteine sono dunque simili ed anche a livello simbolico la partita che l'uomo, attraverso la scienza, ha deciso di giocare con la natura ricorda molto un incontro di scacchi.
Speriamo che lo scacco matto non giunga attraverso una mossa sleale. In questo caso, infatti, il baro potrebbe essere solo uno dei due contendenti che, inevitabilmente, taglierebbe il ramo sul quale si trova seduto...

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Novità in
BibliotecaQuasimodo al veleno
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SegnaloWiki e intranet dal blog internet.pro
             La lezione dei maestri dal blog contaminazioni



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30 novembre 2004


[Ripubblico l'articolo che inavvertitamente ho cancellato, mi scuso con chubby, Stefania, marvin, Patrizia e Maria Grazia che avevano commentato in precedenza per l'inescusabile errore]

Lawrence Alma-Tadema - Shy (part.)Sale e aria.
Il sale è quello del sapore che hanno le lacrime, l'aria invece è quella che entra nei polmoni dopo una forte risata.
Sono questi due strani componenti che mi accompagnano ogni volta che rimetto le mani e gli occhi su uno dei libri che, davvero, ha contribuito a cambiare la mia vita. In meglio, in peggio, non lo so.
O forse lo so, ma è questione di punti di vista: e dato che da tempo non mi curo più dei punti di vista che gli altri hanno su di me, direi che me l'ha cambiata in meglio, senza dubbio.
Non so se l'oblomovismo, per alcuni fascinoso, per altri pernicioso, mi condurrà o meno alla rovina, ma l'iniezione di indolenza che ne traggo dopo ogni lettura, non fa che rafforzare l'idea che sta alla base della mia vita attuale e, di converso, mi fa sentire amica e sorella della creatura di Gončarov che, detto tra noi, è uno che della vita ha capito davvero tutto: in primo luogo la sua effimerità (bella parola, forse poco usata per via dell'ombra che si porta appresso...).
Sia chiaro non ho nulla contro l'iperattivismo imperante, e non mi permetterei mai di condannare chi vorrebbe elevare a virtù l'efficientismo e la meritocrazia (che sono però due orrendi vocaboli che solo a sentirli mi fanno sudare freddo).
Ma non posso farci nulla se nel mio sangue, da qualche anno, scorre sempre più indisturbata la malattia di Orazio:

...
me pascunt olivae
me cichorea levesque malvae.

Frui pratis et valido mihi
Latoe, dones, at, precor, integra
cum mente, nec turpem senectam
degere nec cithara carentem.

[...A me bastano l'oliva
la cicoria, la malva tenera

Questo ti chiedo figlio di Latona
di essere felice per ciò che già possiedo
in salute, con mente integra
invecchiando serenamente
avendo ancora la forza di cantare.]

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Corollario: Come non pensare a lui che
al protagonista del libro ha dedicato addirittura il blog
                La
versione integrale (con note) del romanzo (in inglese)
                La
pagina di riferimento per Gon
čarov (in russo)
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Novità in
Biblioteca: Il grande viaggio
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SegnaloVerità possibili dal blog Squilibri
             La guarigione, nel teatro della memoria dal blog licenziamento del poeta
             La scuola raccontata al mio cane dal blog Il tempo di leggere
             Perso l'amore non resta che bere dal blog nazione indiana
            
h come handicap dal blog to drown a rose
             La filosofia antica secondo Giovanni Reale dal blog nazione indiana
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Segnalo la nuova, accogliente casa di Francesco Nardi (barnaba) augurandogli, naturalmente buona fortuna.
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[Ripubblico l'articolo che inavvertitamente ho cancellato, mi scuso con chubby, Stefania, marvin, Patrizia e Maria Grazia per che avevano commentato in precedenza per l'inescusabile errore]




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29 novembre 2004


Manca il Serpentario...Ebbene sì, forse deluderò qualcuno, ma è bene che si sappia che gli astrologi ci hanno mentito. Le costellazioni riferibili ai segni zodiacali non sono dodici, come da sempre vanno dicendo, bensì tredici.
Infatti nessuno tiene conto dell'
Ophiucus, il cosiddetto Serpentario. Il sole vi passa attraverso dal 30 novembre al 17 dicembre e chi è nato in questo periodo (e crede alle fandonie che gli astrologi abitualmente raccontano) è a questa costellazione che deve far riferimento.
Trascurando la probabile attinenza al numero infausto, non so per quale motivo nessuno tra i molti "esperti" di divinazione tenga conto di questa, peraltro non piccola, fetta di cielo; potrei opinare, ma è pura congettura, che ciò sia da addebitare alla
grande nebulosa oscura a forma di grosso serpente, che occupa una larga parte dello sfondo fitto di stelle lontane.
Può darsi che questa visione "in negativo" abbia turbato chi è abituato a promettere il meglio prendendo spunto da ciò che vede stampato in cielo.
Trarre il nulla da qualcosa è in teoria possibile: ma il nulla dal nulla è senz'altro più complicato da vaticinare...
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Corollario
Veramente qualcuno che ha provato a creare
un oroscopo per i nati sotto il segno del Serpentario c'è, non so quanto la cosa faccia piacere ai "credenti", ma c'è...
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Novità in
Biblioteca: Le opere mnemotecniche di Giordano Bruno
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Segnalo: h come handicap dal blog to drown a rose
             La filosofia antica secondo Giovanni Reale dal blog nazione indiana
            
Pincio su Oblio di Foster Wallace dal blog i Miserabili 
             
Fermo immagine dal blog la pizia



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29 novembre 2004


Salvador Dalì - La persistenza della memoria (particolare)Pensando al tempo mi sono spesso perduta (mi accadeva con più frequenza quand'ero piccola, ma anche da grande, novella Ellie Arroway, spesso mi succede ancora).
Rasentando "a latere" i confini dell'infinito mi sono sempre più convinta della sua inesistenza (del tempo? dell'infinito? di tutti e due?...).
In questa fredda notte di quasi dicembre corre in mio aiuto lui
che, recidivo, me ne parla come si dovrebbe fare ad una figlia. Esaltandone gli aspetti più curiosi ed incredibili e sottacendone (ma lasciando qualcosa intravedere...) i lati più inquietanti...

...salvare il tempo dalla tirannia di Chronos, opporre all'inautenticità del tempo misurato il tempo autentico
della "durata interiore".

E il tempo (o i tempi?) di
Orazio, di Lucrezio, di Lorenzo e di Leopardi mi
passa[no] davanti a velocità vertiginose...

(..."hai visto mai che, allora, esso esista per davvero?"... Qualcuno - o qualcosa - sembra sussurrarmi ad un orecchio, come solo in una poesia di Sereni potrebbe accadere...).

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Novità in
Biblioteca: Un uomo che legge ne vale due
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SegnaloMaalouf, Jelloun, Kureishi-Notte senza fine dal blog Il tempo di leggere
             Metto le mani avanti. Oggi parlo di weblog... da Manteblog (grazie a Luisa)
            
Grazie, blog. dal blog Il Mestiere di Scrivere
             Memorie postali dal blog plurale
             Figuranti medievali dal blog [La terra di mezzo]



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28 novembre 2004


Ernesto Zúñiga Benítez - GenioFra gli "addetti ai lavori" circola un'interessante teoria che vorrebbe assimilare fra loro le parole genio e malattia. Non nego che io stessa, in alcune occasioni, mi sono cimentata in una possibile analisi dell'affascinante ipotesi, arrivando però, di volta in volta, ad esiti discordanti (e questo cozza un po', almeno scientificamente, con la sostanziale uniformità sperimentale e "sperimentabile" di una teoria).
Facile è infatti la dimostrazione della strana endiadi quando ci riferiamo a soggetti
estrosi quanto eccentrici, dall'ispirazione fulminante ma poi alquanto discontinui se non addirittura per il resto della vita silenti; dal pensiero profondo, quasi ai limiti dell'incomunicabilità, che magari sono arrivati vicini ad intuire un segreto orribile (tanto da rimanerne senz'altro segnati), ma che non per questo si sono fermati (e qui, invece, mi fermo io per non tediare troppo gli eventuali lettori...).
Ma, detto tutto questo e tralasciando i
casi dove facilmente è riconoscibile la ragionevolezza di questa teoria, come la mettiamo di fronte a
lei che, pur scrivendo pagine sublimi (dove l'estro sicuramente non manca), non si è mai dimostrata incline all'eccentricità né, tantomeno, al sovvertimento dei princìpî costituiti. E' vero, erano altri tempi, ma penso anche a lei che, pur fra le tragedie che hanno contraddistinto la sua vita, ha sempre mantenuto un sostanziale, invidiabile equilibrio.
E allora diciamo che la teoria è senz'altro interessante, ma che dovrò rifletterci ancora un po' prima di decidermi se assimilarla "in toto" o, invece, cercare di emendarla...
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Corollario
E' chiaro che, sia nel primo campo d'indagine che nel secondo, gli esempi sono molteplici. Io mi sono limitata ad elencare i primi che mi venivano in mente. Riflettendo ne troverei sicuramente molti altri (così come farà chi legge) e questo, magari, darà vita a qualche nuovo articolo sull'argomento.
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Novità in
Biblioteca: Lettera ai giovani sulla scienza
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Segnalo:
Sovrapposizioni 4 dal blog Io e palmasco
             Cambio d'idea dal blog Storie di me
                 Vacanze di lavoro dal blog tuttelestradeportano
                 Dedicato al bimbo che non dimenticherò mai... dal blog zapisnaya knizhka
Rencontre entre Toni Morrison e Wole Soyinka da Le Nouv. Obs.com (grazie a Marsilio Black)



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28 novembre 2004


La dura ricerca dell'ispirazione...Ci sono due maniere per affrontare il problema che con sempre maggior frequenza ci si presenta davanti: perché mai tante persone (alcune di per sé insospettabili) decidono un giorno di scrivere un libro? Eppure si dovrebbe sapere che i libri non si comprano, non si vendono e, soprattutto, non si leggono.
Ma ormai pare proprio che un libro non lo si neghi più a nessuno...
Dunque, la prima maniera per cercare di dare una risposta all'annosa questione è rispettosa, la seconda irrispettosa.
Partendo dalla prima si potrebbe opinare che il libro sostituisce oggi la croce di cavaliere al merito. Praticamente è un'autonorificenza che lo scrittore si assegna e che può inalberare in ogni momento (persino sul proprio blog personale). Guadagnando così il rispetto dei passanti.
La maniera irrispettosa fa capo invece alla vecchia (e famosa) battuta di Karl Kraus: "Perché tanti scrivono libri? Perché non hanno la forza di non farlo...".
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Corollario
A dire il vero ci sarebbe una terza ipotesi, assolutamente avalutativa, e suonerebbe così: ci si mettono in tanti a scrivere dei libri perché lo scrivere un libro, al pari del far politica, è l'unico mestiere che si può praticare senza aver fatto nessuno sforzo per impararlo...
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Novità in Biblioteca: Chi era davvero l'anti-Mozart
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Segnalo: Biancaneve e i set umani dal blog Porphyríos
             Sperare nelle qualità del traduttore dal blog Frenetica fannullona
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27 novembre 2004


Guercino - Il suicidio di Catone Uticense - Genova, Museo di Palazzo RossoLe fonti ci tramandano che Catone Uticense passò le ore che precedettero il suicidio a leggere brani del Fedone.
Non cercava certo coraggio o conforto nella filosofia, egli aveva infatti già dimostrato di averne da vendere quando, per più volte, aveva sfidato a viso aperto sia
Cesare che Pompeo.
Non erano nemmeno le dottrine sull'immortalità dell'anima, tanto lontane dal suo pragmatismo ateo di romano, ad interessarlo.
Il Fedone forse servì all'Uticense unicamente per "certificare" la sua "giusta" morte e il sereno distacco con il quale egli se la impose.
Un distacco che non venne meno neanche quando decise di strappare le bende che gli amici, prontamente accorsi, avevano stretto attorno alla ferita del suo gladio.
Dante comprenderà bene il gesto (e la citazione) ed in lui (che pure è un pagano ed un suicida) vedrà il prototipo del giudice giusto e imparziale, tanto da affidargli il ruolo di guardiano del Purgatorio.
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Da consultare:
Plutarco, Vite parallele - Focione e Catone Uticense
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Novità in
Biblioteca: I problemi del millennio
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Segnalo:
 La (mia) fortezza Bastiani dal blog Out
                 Piccole storie dal blog Il tempo di leggere
                
Il nero muove e perde in due mosse dal blog [falso idillio]<




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27 novembre 2004


Parole e veleno...Può essere fonte di sano ammaestramento, e forse anche una forma di divertente passatempo, sottoporre ad analisi il perché, molto spesso, i potenziali lettori di un'opera si schierino con il critico che recensisce anziché con l'autore che scrive; salvo poi premiare, a volte (attraverso il famoso passaparola), opere che, sempre i critici, avevano sdegnosamente rifiutato persino di recensire, tanto erano sembrate loro insulse.
Ed è a questo punto che, a loro volta, i critici reagiscono malamente accanendosi sull'opera "emancipata" dal pubblico senza il loro preventivo consenso.
Chissà per quale motivo a me, proprio in quel preciso istante, sovviene alla mente il genus inritabile vatum di
oraziana memoria...
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Novità in
Biblioteca: Invidia
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SegnaloDonald Antrim-I cento fratelli dal blog Il tempo di leggere
             Salone del libro usato dal blog Io parlo da sola
             La stanza di Ali Baba dal blog arsenico
             Il cantastorie di Tahar Ben Jelloun dal blog nuvolediparole
             La visione Hafeziana dal blog vento d'oriente



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26 novembre 2004


...giù dalla torre...
Rifletto sulle (senz'altro non) necessarie comparazioni e, con sommo stupore, mi accorgo che, in caso di scelta che non permettesse appelli, preferirei
Demostene a Cicerone, Omero a Teocrito (ma anche a Virgilio...), Orazio ad Ovidio, Catullo a Marziale...
Insano gioco della torre dove mai mi porterai?...
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Novità in
Biblioteca: Lo specchio di Alice, un mondo da cui fuggire
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Segnalo:
"L'orologio americano"-Arthur Miller dal blog sbloggata
                 Lewis Carroll Home Page (con molti collegamenti anche in italiano e in altre lingue)




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26 novembre 2004


Franco Fortini (1917-1995)Dell'ultimo Fortini ho amato l'allegoria del male, della pietà della memoria, dell'inermità umana e della vanità di ogni costruzione. L'arte della ragione e della commozione che, come forse in nessun altro poeta, tocca la tangenza leopardiana della meditazione intorno a quel "solido nulla" che è la vita, con echi certi che risalgono fino all'autocoscienza sbigottita dell'ultimo Sereni (come si sa, poeta caro a Fortini):

Paradiso non c'è e tu non crederci
Resta nel bosco senza parlare con gli alberi.
Scansa con la mazza le grinfie dei pruni. Lassù
inumano vento d'ira e rombo
tutto vorrà svelarsi il mare.
Tu non guardarlo più...
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Da consultare: Franco Fortini: Che cos'è la poesia?
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Novità in
Biblioteca: La piccola Chartreuse
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Segnalo:
 
Qualcosa che non ha a che fare solo con il bello...  dal blog disturbo post traumatico
                 Gli Ultracorpi e la letteratura contemporanea dal blog I Miserabili
             Sovrapposizioni: intervallo dal blog io e palmasco
                 Un giardino fragile e forte dal blog Viaggio
                
Gli impressionisti e la neve 
da a-Torino.com
                 Lo diceva Gibson dal blog e io che mi pensavo...
                
50 anni del Cern speciale tratto da Newton
             I segreti di un autore al suo secondo romanzo da Alice.it
             Il giardino islamico dal blog Tears of Darkness




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