.
Annunci online

aletheia
Il blog di Clelia Mazzini


Diario


2 marzo 2005


Lapide romanaE' assai frequente leggere nelle epigrafi latine la formula sit tibi terra levis ("la terra ti sia lieve", spesso abbreviata in s. t. t. l.). In qualche epitaffio in versi essa viene anche mutata, a seconda dell'ispirazione del "poeta" o del committente. Per esempio:

Optestor manes meritae sanctaeque patronae et
Comprecor ut leni terra tegat tumulo.

Ed ancora:

Ita levis incumbat terra defuncto tibi
Vel assint quieti cineribus manes tuis.
Rogo ne sepulcri umbras violare audeas.

In altre epigrafi la formula originaria è unita a parole di struggente tenerezza:

Sit tibi terra levis, cineres quoque fiore tegantur.

Oppure, come in un'iscrizione redatta per una bambina morta precocemente:

Sit tibi terra levis, tumuloque adsurgat amomum,
Et cingat suaves ossa sepulta rosae
.

Questo è anche il pensiero compassionevole che
Ovidio esprime per l'amico Tibullo dettando il suo epitaffio:

Ossa quieta, precor, tuta requiescite in urna,
Et sit humus cineri non onerosa tuo.
(Amores III, 9, 67-8)

Da questi esempi si può capire quanto fosse "originale" questa preoccupazione dei Romani nei confronti dei loro defunti. In effetti esiste un motivo che giustifica questa espressione e che, almeno in parte, la fa apparire più razionale. Esso è da ricercare nel fatto che in tempi più remoti i cadaveri dei cari erano sepolti sotto il suolo della capanna o della abitazione in cui le persone di famiglia avrebbero continuato a vivere. La (poco igienica) abitudine era da ascrivere al fatto che, così facendo, si voleva che lo spirito del defunto continuasse a vivere con coloro che aveva amato e, contestualmente, li proteggesse; era anche vero che (almeno nel primo periodo dopo la sepoltura) il fatto di calpestare la terra ove era seppellito il familiare recasse un certo disagio. E fu così che nacque l'abitudine di ripetere più volte la formula sit tibi terra levis come forma di rispetto; e fu in questo modo che, una volta perduta l'abitudine di inumare i defunti nelle abitazioni, la formula fu mantenuta per consuetudine, interpretando la Terra come la casa comune che accoglie in sé i resti dei propri cari. Così almeno sembra intenderla Cicerone:

Si rende alla terra il corpo così collocato e deposto, come se fosse tornato nel grembo materno. (De Legibus III, 22, 55)
_________________________________________________________________
Da consultare: Iscrizioni funerarie romane, Ed. Rizzoli-Bur
_________________________________________________________________

Immagine di scena da Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders...Un giorno la cosa diventerà seria. Sono stata tanto sola, anche non avendo mai vissuto da sola. Sai, quando ero con qualcuno spesso ero felice, ma comunque pensavo fosse del tutto casuale. Questa gente erano i miei genitori, ma avrebbero potuto comunque essere anche altri. Perché mio fratello era quello con gli occhi marroni, e non invece quello con gli occhi verdi che stava sulla panchina di fronte? La figlia del tassista, per esempio, era mia amica, ma avrei potuto passare il braccio anche attorno al collo di un cavallo, sarebbe stato lo stesso. Stavo con un uomo, ero innamorata... Ma avrei potuto anche piantarlo e andarmene via con quel tizio sconosciuto che avevamo incontrato per la strada.
Guardami o non guardarmi. Dammi la mano oppure no. No, non darmi la mano e leva lo sguardo da me.
Credo che oggi sia luna nuova; non c'è notte più tranquilla, in tutta la città non scorrerà sangue. Prima non ho mai giocato con qualcuno e tuttavia non ho mai aperto gli occhi per pensare. Adesso è una cosa seria, finalmente sarà una cosa seria.
Così ora sono cresciuta; ero solo io così poco seria... E' il tempo così poco serio...
Non sono mai stata solitaria: né da sola, né con qualcun altro. Ma mi sarebbe piaciuto, in fondo, essere solitaria. Solitudine significa: finalmente sono tutto. Adesso posso dirlo, perché oggi, finalmente, sono davvero sola.
Bisognerà finirla prima o poi con il caso. Non lo so se ci sia un fine, ma so che ci dev'essere una decisione. E' necessario che tu ti decida. Deciditi. Ora il tempo siamo noi. Non solo la città intera, adesso è il mondo intero che prende parte alla nostra decisione. Ora noi due siamo più che due solamente: noi incarniamo qualcosa.
Ed eccoci sulla Piazza del Popolo, siamo qui tutti e due. E l'intera piazza è piena di gente che si augura la stessa cosa che ci auguriamo noi. Decidiamo noi il gioco per tutti.
Io sono pronta. Ora tocca a te. Hai tu in mano il gioco. Adesso, o mai più.
Tu hai bisogno di me. Tu avrai bisogno di me. Non c'è storia più grande della nostra: quella mia e quella tua. Dell'uomo e della donna. Sarà una storia di giganti. Invisibili, riproducibili. Sarà una storia di nuovi progenitori.
Guarda i miei occhi: sono l'immagine della necessità. Del futuro di tutti sulla piazza.
La notte scorsa ho sognato qualcuno, uno sconosciuto, il mio uomo. Soltanto con lui potevo essere sola ed aprirmi a lui, aprirmi tutta, tutta sua, farlo entrare dentro di me tutto intero. Avvolgerlo con il labirinto della comune beatitudine.
Io lo so, sei tu quello...

Marion (Solveig Dommartin) a Damiel (Bruno Ganz) da
Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders
_____________________________________________________________
Da visitare e leggere:
I blog e gli articoli segnalati oggi
Ultima recensione in Biblioteca: I bemolli sono blu




permalink | inviato da il 2/3/2005 alle 3:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
sfoglia     febbraio        aprile
 
 




blog letto 496345 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
alba pratalia aràba
non opinari sed scire
lingua facunda
archâios historía
voyages sentimentales
perí tinos
mŷthoplásteo
mousiké téchnē
leviores artes
leopardiana
conferre parva magnis
...we, the memories...
qualcosa di me

VAI A VEDERE



Leggi (se vuoi)

I blog e gli articoli segnalati oggi
(continuamente aggiornati)


Visita la
Biblioteca di alètheia
Libri, blog, articoli
e siti in evidenza
Ultimo libro negli scaffali

Informazione



La Biblioteca è dotata di un motore di ricerca interno.
Quello relativo a questo blog è posto invece qui in basso.

alètheia è dedicato a...

Galassia Blog
I blog che leggo

Interconnessioni
Per un elenco dei siti segnalati


Indice completo degli
articoli di
alètheia

Anno 2005
Anno 2004

Blog nato il 7 maggio 2004
(riaperto il 15 ottobre 2004)


[ Yahoo! ]

CERCA