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Il blog di Clelia Mazzini


Diario


17 aprile 2005


Giorgio Vasari (1511-1574)Firenze, 1550. Il bello è a portata di mano. Dai torchi del Torrentino esce un libro singolare, una sorta di summa di tutte quelle meraviglie che si moltiplicano al primo sguardo in questa città che sembra un museo. Aprendolo, nella pagina del proemio, leggiamo: "...il primo modello, onde uscì la prima immagine dell'uomo, fu una massa di terra, e non senza cagione percioché il divino architetto del tempo e della natura, come perfettissimo, volse mostrare nella imperfezzione della materia la via del levare e dell'aggiungere nel medesimo modo che sogliono fare i buoni scultori e pittori, i quali ne' lor modelli aggiungendo e levando, riducendo le imperfette bozze a quel fine di perfezzione ch' e' vogliono...".
Per secoli si discuterà a lungo intorno ai materiali dell'arte, allo scopo della pittura, ai metodi, ai messaggi contenuti nelle opere, ma quasi nessuno potrà riscrivere queste righe. Si sarà capito: l'autore è
Giorgio Vasari l'opera è Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri. Una storia dell'arte attraverso quella delle esistenze.
Che in quel tempo parevano sovente confondersi.

>>>qui l'edizione integrale de Le vite de' più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani
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Pier Paolo Pasolini (1922-1975)Nessuno più di
Pasolini ha saputo leggere gli "stravaganti" (e proprio ieri parlavo di Sandro Penna, un poeta da lui amatissimo e sul quale egli ha scritto pagine critiche di rara bellezza), i "non definibili", per eccesso di marginalità o per eccesso di follia o per eccesso di squisitezza. Nessuno più di Pasolini ha saputo catturare le nuances minime, fuggitive, ignote alla perfetta razionalità di certi "ragionieri dello scrivere" (e sono parole sue): ma pure abitate dalla pienezza della vita. Nessuno più di Pasolini ha sentito l'odore della poesia, tra le mani, in un'edizioncina sprovveduta, culturalmente anonima, pervenuta da un paese sperduto: "Per esempio questo assurdo libriccino bianco che mi hanno mandato, impaginato in modo impossibile, in una copertina durissima che ricorda le agende dei negozianti...".

Da consultare:
Pier Paolo Pasolini - Il portico della morte
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Marcello Mastroianni ne La dolce vita di Federico Fellini

- ...Questa è proprio l'arte che preferisco,
quella che penso servirà domani.
Un'arte chiara, netta, senza retorica,
che non dica bugie, che non sia adulatrice...


Marcello Rubini (Marcello Mastroianni)
ne
La dolce vita di Federico Fellini


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